Roma, 3 giu. (AdnKronos) – “Cominciamo col dire che al vittoria del centrosinistra è netta. Ora governa 16 regioni su 20”. Così Luigi Zanda, presidente dei senatori del Pd, commenta il risultato delle Regionali in una intervista al Sole 24 Ore. “Certo – riconosce – molte sono le questioni sulle quali, anche come Pd, dovremo riflettere e discutere. Penso alla questione della tenuta del partito sui territori e alla selezione delle classi dirigenti locali”.
“Sicuramente – rimarca Zanda – il fenomeno più vistoso e pericoloso è l’aumento dell’astensionismo. È possibile che sia il risultato di più fattori: una forte disaffezione nei confronti dell’istituto regionale; l’idiosincrasia per le rotture interne ai partiti (penso Pastorino in Liguria e a Fitto in Puglia); il peso delle inchieste giudiziarie e, magari non in Campania ma certamente in Liguria e Veneto, la polemica sugli ‘impresentabili’ e la tempistica con cui l’Antimafia ha deciso di pubblicare la famosa lista. Su questi temi di etica della politica l’astensione può essere addirittura immaginata dai cittadini come una reazione sana”.
Quanto alla lista stilata dalla commissione presieduta da Rosi Bindi, “io non entro nel merito del lavoro svolto dall’Antimafia – premette Zanda – Dico solo che la ricerca sui candidati andava fatta prima, e aver reso noti i nomi a poche ore dal voto è una decisione che non ho condiviso”.