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Regionali: Cicchitto, da Antimafia vulnus istituzionale

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Roma, 30 mag. (AdnKronos) – “La presentazione o meno dei candidati nelle liste deriva solo e soltano dalle leggi. Inoltrarsi sul terreno della opportunita’ etico-politica della presentazione di questo o quel soggetto attraverso un codice etico e’ gia’ di per se’ una forzatura. La forzatura poi diventa devastante quando l’Antimafia, invece di esprimere la propria valutazione sui candidati subito dopo che essi sono stati presentati, lo fa alla chiusura della campagna elettorale per un chiarissimo intervento surrettizio su di essa specie se viene immesso all’ultimo momento il candidato presidente della Regione Campania per una vicenda giudiziaria che risale 1998 e che sarebbe chiusa se egli stesso non avesse rifiutato la prescrizione. Di conseguenza non e’ possibile non dare un giudizio assai severo sulla iniziativa di Rosy Bindi non perche’ essa colpisce il Pd, ma per il gravissimo vulnus istituzionale commesso”. Lo afferma fabrizio Cicchitto, di Area popolare, presidente della commissione Esteri della Camera.
“A sua volta -aggiunge- il presidente Renzi ha il torto di aver del tutto sottovalutato la vicenda fino a quando essa non ha chiamato in causa un candidato presidente di Regione: ma le questioni di principio vanno affrontate di per se’ e non sulla base di una pura valutazione dei meccanismi mediatici. A parte le conseguenze di destabilizzazione complessiva che questa iniziativa inevitabilmente ha e che andra’ molto al di la’ di queste elezioni, nell’immediato il suo piu’ probabile esito sara’ quello di favorire la campagna elettorale della Lega nord e del M5S”.