(AdnKronos) – “Le differenti visioni presenti nel Cda Rai – sottolinea Verro – arricchiscono il dibattito democratico in questo Paese, non sono una cosa per cui provare imbarazzo. La Rai è un bene comune, è di tutti! E tutti hanno il diritto di riconoscersi in un modo o nell’altro nei vertici della televisione pubblica”.
“Non è questo, in fondo, il principale elemento di distinzione tra la Rai e le altre aziende di stato? La trasparenza nei confronti dei cittadini che pagano il canone. C’è qualcuno che, ad esempio, conosce come la pensano i consiglieri di Poste o Trenitalia sui diversi servizi pubblici che offrono queste aziende? Poco probabile. Ma se parliamo di programmi e giornalisti, siamo invece tutti pronti a dire la nostra e i giornali sono pieni di ricostruzioni su quello che si discute al settimo piano di Viale Mazzini”.
“Pensate a quanti articoli e quanto dibattito ha generato questo fax che, in sostanza – scandisce Verro – nulla aggiunge e nulla toglie a quanto già scritto e già detto in passato. E nulla toglie e nulla aggiunge anche su di me: non è certo un segreto la mia storia politica come anche il mio rapporto con Silvio Berlusconi. In quei giorni come oggi, del resto, cercavo di assicurare un minimo di pluralismo nelle trasmissioni Rai. Queste battaglie hanno provocato non pochi risentimenti e per molti rappresentano una colpa grave”.