Roma, 17 mag. (AdnKronos) – Sostegno ai cambiamenti avviati dopo le primavere arabe e soprattutto ad una stabilizzazione che ha permesso di completare un processo che invece in altri Paesi dell’area è deragliato e prosecuzione di una cooperazione che può avere effetti positivi per l’Italia e per l’Europa, a partire dalla gestione dei flussi migratori e dalla lotta al terrorismo internazionale. Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, apre un nuovo fronte nell’intensa attività internazionale che ha caratterizzato i primi mesi del suo mandato e domani sarà in Tunisia, per una visita programmata poche settimane dopo la sua elezione e poi forzatamente rinviata per l’attentato al museo del Bardo del marzo scorso.
Per il Capo dello Stato l’occasione per rafforzare un messaggio di appoggio ad una Nazione e ad un governo che hanno saputo perseguire la via del dialogo tra le ali più moderate dello schieramento laico da un lato e islamista dall’altro, che assume un significato ancora più forte sia alla luce degli eventi drammatici che hanno recentemente colpito il Paese, sia per affrontare tutti i temi legati alla stabilizzazione dell’intera area, a cominciare dall’immigrazione e dalla minaccia terroristica, sui quali nelle ultime settimane Mattarella con insistenza ha invitato a riflettere l’Europa e la comunità internazionale.
Proprio lo stretto ed ottimo rapporto tra Italia e Tunisia, sia sul piano politico che economico, ha infatti consentito una gestione dei flussi migratori che ha permesso di ridurre drasticamente l’arrivo dei profughi nel nostro Paese e quindi quegli spostamenti che spesso purtroppo assumono dimensioni e conseguenze tragiche.