Roma, 16 gen. (AdnKronos) – Il timore di Silvio Berlusconi è arrivare al momento clou del voto per il Colle con un’Armata Brancaleone. Una Forza Italia, cioè, frammentata e disorientata, destinata a fare il gioco di Matteo Renzi. Allo stato, il rischio c’è e i frondisti azzurri non fanno nulla per nasconderlo. Al Senato, dove la situazione resta molto tesa, esponenti di Fi, Gal e non solo, stanchi della ”deriva filorenziana”, imposta da Denis Verdini e Gianni Letta con il Nazareno, considerano decisiva per la tenuta del partito le votazioni sull’Italicum, previste in Aula a partire da martedì, proprio quando il Cav ha fissato la riunione ‘permanente’ dei suoi senatori, dalle 15 alle 20, per indicare la strategia sul Quirinale.
”Berlusconi apra gli occhi, l’Italicum arrivato al Senato è un altro rispetto a quello pattuito con il Nazareno, è un abito su misura per Renzi”, avvertono i ‘fittiani’, che denunciano anche la ”trappola” della soglia di sbarramento al 3%, ”vera e propria esca per portare il centrodestra al disgregamento”. Ieri, durante l’incontro a quattrocchi con l’ex premier a palazzo Grazioli, Fitto si è fatto portavoce del grido d’allarme dei ‘malpancisti azzurri’, sottolineando la necessità di un cambio di rotta. Tradotto: non fidarti di chi dice che se non onori il Nazareno, perdi tutto.
Il deputato Maurizio Bianconi, snocciola quel che non va: ”Noi diciamo no al premio alla lista, no a a questa clausola di salvaguardia che è una presa in giro e no ai capilista bloccati, se mai si può discutere sulla riserva di un 20-25%”. Anche Mario Mauro, leader di Pi, contesta l’impianto attuale dell’Italicum: ”Il testo attuale non supera ma amplifica i difetti del Porcellum e sosterremo Fi nella richiesta di introdurre il premio di coalizione. Tutta la vita, noi saremo contro il premio alla lista”. Per evitare spaccature dei gruppi di Fi, spiegano i fedelissimi dell’ex ministro pugliese, ben venga posticipare le riforme all’elezione del capo dello Stato. Un modo per sottrarsi ai ricatti della sinistra renziana.