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Prato: il report, in ripresa mercato lavoro locale

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Prato, 21 lug. (Labitalia) – “Dopo il cambio di rotta del primo trimestre 2015, anche i dati del semestre (gennaio-giugno) confermano che il mercato del lavoro pratese è in ripresa. Il confronto fra avviamenti e cessazioni dei contratti di lavoro del territorio provinciale registra un più 600, che stabilizza l’andamento positivo e la vivacità del periodo”. E’ quanto emerge dal report gennaio-giugno 2015 presentato oggi a Prato.
“E’ come si fosse accesa -ha detto il presidente della Provincia, Matteo Biffoni- una candela in una stanza buia. I dati che presentiamo stamani raccontano un’inversione di tendenza che spero si rafforzi e stabilizzi nei dati dell’intero 2015 Le cose a Prato vanno meglio che a livello nazionale. E’ un segnale che mi auguro rispetti la consuetudine del nostro distretto: anticipare le crisi ma anche le riprese economiche rispetto al resto del paese”.
Gli avviamenti al lavoro del primo semestre 2015 sono 23.759, le cessazioni 23.159 con un saldo di +600 contratti. Ancora leggermente negativo il dato delle donne (-79), pienamente positivo quello degli uomini (+679). In valore assoluto, le persone che hanno firmato un contratto nei primi sei mesi del 2015 sono 19.692 (nello stesso periodo del 2014 erano 16.649), le aziende che hanno assunto sono 6.799 contro le 6.109 del 2014. In generale, aumentano i flussi delle comunicazioni obbligatorie (+20% per le assunzioni, +15% per le cessazioni) e il saldo positivo di +600 si contrappone vistosamente al -209 registrato nei primi sei mesi del 2014.
Quasi 3 avviamenti su 4 riguardano le fasce centrali delle forze lavoro, il 49% dei contratti riguarda i 30-45 anni, il 25% i 46-60 anni. Fra i 16 e i 25 anni il saldo è leggermente positivo, mentre resta negativo (-282) quello della fascia 26-29. I numeri, però, sono più contenuti rispetto al 2014, e soprattutto aumentano gli avviamenti, dai 2.232 del primo semestre 2014 siamo passati a 2.649.
Incrociando poi i dati con il tipo di contratto, si scopre che il segno meno è determinato soprattutto dall’apprendistato (-507) e dal tempo determinato (-159), mentre il saldo dei contratti a tempo indeterminato è positivo per 417 unità, sia per gli stranieri che per italiani (+183), che vengono assunti soprattutto dai settori tessile e ristorazione. Quindi, se è vero che non è aumentato (anzi è leggermente diminuito) il numero di giovani che lavorano, aumenta però il numero di giovani occupati stabilmente.
Il 43% degli avviamenti riguarda industria e artigianato, il 31% i servizi e il 21% il commercio. In valori assoluti, il comparto manifatturiero genera quasi la metà (il 42%) dei 3.906 avviamenti in più registrati a Prato nel primo semestre 2015 rispetto al 2014. Anche il commercio mostra un incremento del numero di avviamenti (+1.214), non sufficiente però a far tornare il saldo complessivo in positivo (da -632 a -371). I macrosettori che nel primo semestre 2015 fanno segnare un saldo positivo sono i servizi (+441), l’industria (+340) e l’agricoltura (+308).
Aumentano i contratti a tempo indeterminato: +21% nel primo semestre 2015 rispetto al 2014, in valori assoluti quasi duemila contratti in più (1.971) per un saldo tra avviamenti e cessazioni pari a +926. I contratti a tempo determinato (anche questi in crescita come flussi con +21% di avviamenti e +32% di cessazioni) registrano un saldo positivo (+401), ma più che dimezzato rispetto al 2014 (+1.064).
Si conferma limitato il ricorso ai contratti di apprendistato (3%, per un saldo negativo pari a -731 unità). Tra gli italiani i tempi indeterminati aumentano del 46% rispetto al primo semestre del 2014 (+934 unità). Il maggior ricorso al tempo indeterminato riguarda i maschi (+1.428 cioè +27%) più delle femmine (+543 cioè +13%).
La classe di età prevalente è quella tra 30 e 45 anni (+1.164 avviamenti). Il comparto manifatturiero produce la metà (1.015, pari al 51%) dei 1.971 contratti in più a tempo indeterminato registrati nel primo semestre 2015 rispetto allo stesso periodo 2014.