Roma, 4 feb. (AdnKronos) – Assemblee dei lavoratori nei porti il 9 febbraio con la prospettiva dell’apertura dello stato di agitazione nazionale del comparto portuale e dei servizi tecnico nautici. E’ quanto annunciano Filt Cgil e Fit Cisl in vista degli Stati Generali della portualità, convocati dal Ministero dei Trasporti lunedì prossimo, per presentare il Piano nazionale della Porti e della Logistica. “Sin da subito – ricordano le due sigle – abbiamo contestato la scelta del Governo di elaborare i presupposti della riforma della legge 84/94 solo con la parte datoriale, per altro incompleta, ed ora ci troviamo di fronte ad un lavoro generico e sommario sui cui dovremo esprimerci in un intervento di pochi minuti, preannunciato solo a pochi giorni dalla convocazione”.
Secondo le organizzazioni sindacali di categoria di Cgil e Cisl ,“il coacervo delle proposte della cosiddetta ‘riforma della riforma’ che arrivano in forma scoordinata da più ministeri, e le informazioni frammentarie contengono scelte che metterebbero le imprese del settore nella piena confusione ed il lavoro in balia di una liberalizzazione senza regole”.
“Serve invece – sottolineano unitariamente Filt e Fit – una politica di indirizzo nazionale sui porti, serve investire con logica di specializzazione e senza disperdere risorse, serve una governance più amplia di quella attuale. E serve confermare, ed ampliarlo territorialmente, il sistema autorizzativo per l’accesso al mercato del lavoro e mantenere quella flessibilità territoriale, economica ed operativa che ha permesso in questi anni di rispondere alle esigenze degli operatori. Ma se qualcuno pensa, invece, di creare nei porti una zona franca economica ed un far west nelle attività lavorative incontrerà la nostra netta azione di contrasto”.