Home Nazionale Pmi: imprese cinesi, investire in Italia? Sì ma spaventati da scioperi

Pmi: imprese cinesi, investire in Italia? Sì ma spaventati da scioperi

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Milano, 23 set. (AdnKronos) – L’assenza di informazioni, la paura degli scioperi e le barriere linguistiche e culturali. Sono questi alcuni degli ostacoli che gli imprenditori cinesi elencano come difficoltà per investire in Italia. Un mercato con potenzialità enormi – l’Italia nel 2014 ha importato per 25 miliardi di euro a fronte di un export di circa 10,5 miliardi – dove la qualità e la tecnologia sono riconosciuti come punti di forza.
I potenziali imprenditori non mancano, ma gli investitori del Paese in crescita e pronto ad aprirsi maggiormente al mercato, sono anche timorosi di affrontare burocrazia e diritti dei lavoratori. “L’Italia è considerata la terza forza economica in Europa con una situazione politica stabile e in questo momento ‘trainata’ anche da Expo”, spiega Jiang James, vice manager di Changzhou Tianning Foreign trade, società nella provincia del Jiangsu.
“Abbiamo un po’ di preoccupazione per la lingua e cultura”, ma anche per “lo sciopero che può frenare l’efficacia lavorativa: nella cultura cinese lo sciopero non esiste”, dice l’imprenditore del settore abbigliamento che mira “non ad aprire una sede in Italia, ma a collaborare con imprese italiane. Il costo del lavoro resta in Cina, ma stiamo cercando di trasformarci e di imparare il vostro design”.