Milano, 10 nov. (AdnKronos) – Secondo i modelli di previsione di Cerved, “basati su uno scenario macroeconomico moderatamente positivo e caratterizzato da una progressiva accelerazione del Pil fino al +1,5% nel 2017”, i conti economici delle Pmi “sono destinati a migliorare”. E’ quanto emerge dal rapporto del Cerved presentato nel corso dell’incontro annuale di Osservitalia. Con un aumento del ricorso al capitale di debito e un ulteriore rafforzamento della situazione patrimoniale, nel 2016 il fatturato dovrebbe tornare in termini nominali oltre i livelli pre-crisi (in termini reali rimarrà inferiore per tutto il periodo di previsione).
Grazie a politiche di contenimento dei costi, Cerved stima un aumento più consistente per il valore aggiunto e per i margini lordi, che arriveranno a crescere a tassi del 7,5% nel 2017. 3 Questi miglioramenti si rifletteranno sugli indici di redditività operativa e netta, previsti in aumento ma a livelli ancora inferiori a quelli precedenti la crisi.
Sul fronte del rischio, il sistema delle pmi sta diventando gradualmente più polarizzato, con un aumento del numero di società sia nell’area di rischio sia nell’area di sicurezza. A settembre 2015, per la prima volta dal 2012, il numero di pmi con un upgrade del proprio score (che ne sintetizza il merito creditizio) è maggiore di quelle con un downgrade, con una dinamica particolarmente positiva nell’industria. Queste tendenze, insieme alla previsione di un ulteriore miglioramento dei principali indici di sostenibilità finanziaria, consentiranno una graduale diminuzione dei tassi di ingresso in sofferenza delle pmi. Questi dovrebbero passare dal picco del 3,1% del 2014 al 2,6% del 2017, se calcolati sulla base del numero di aziende, e dal massimo del 5,5% del 2013 al 4,3%, se calcolati rispetto al valore del credito concesso.