Roma, 12 nov. (AdnKronos) – Il Pd “ha bisogno di una profonda revisione”. Lo dice Andrea Orlando al Corriere.it. “Stiamo cambiando profondamente il Paese ma abbiamo bisogno di spiegare alcune cose, comprenderne altre, quindi dobbiamo cambiare profondamente anche il partito: non so se attraverso la strutturazione degli apparati, ma anche rivedendo alcune formule della vecchia organizzazione. Non mi convince neanche più la dicotomia tra primarie e circoli, forse dobbiamo inventarci qualcosa di nuovo, che ci permetta di parlare”, osserva il ministro della Giustizia.
Le primarie, aggiunge, “non devono essere come un dogma, come un elemento costitutivo fondante del Partito democratico, ma credo che non sia una procedura a tracciare l’identità di un partito. Certo, sono state molto importanti per rivitalizzare forze politiche che avevano grosse difficoltà a parlare con i cittadini. Ma se rimanessero l’unico strumento, rischi di selezionare un ceto politico bravissimo a catalizzare il consenso ma non ad immaginare il futuro”.
Quanto alle amministrative, secondo Orlando, ci sono le condizioni per un buon risultato del Pd: “Per galleggiare non serve governare i grandi centri, ma per cambiare le cose sì. Ma io sono convinto che il Pd abbia le energie giuste per vincere in tutte le grandi città. La candidatura di Sala è in questo senso un’ottima indicazione”.