Roma, 9 ott. (AdnKronos) – “Le primarie saranno inevitabili. Le decisioni dall’alto non possono bastare”. Roberto Speranza mette un punto fermo sulla vicenda romana e sullo scenario che si apre per il dopo Marino. Il riferimento alle decisioni dall’alto si rifà a quel ‘su Roma decido io’, attribuito a Matteo Renzi, e smentito già in mattinata dal Nazareno. Non è bastato, però. La minoranza dem è già in fibrillazione. Anche perchè l’idea di mettere mano alle primarie per i sindaci non è una novità ed è stata accennata da Renzi in diverse occasioni.
“Anche nell’ultima Direzione del Pd, se è per questo”, dice Alfredo D’Attorre all’Adnkronos. “Ma un conto è rivedere le regole delle primarie, il meccanismo” e la minoranza spinge per un maggiore peso degli iscritti; “altro conto è decidere i candidati a sindaco nelle stanze di palazzo Chigi… Se lo tolga dalla testa”, osserva. Ma che questa possa essere l’intenzione dei vertici Pd è più che un sospetto nella minoranza dem.
“Si inserirebbe in uno schema di decisioni dall’alto che ormai caratterizza diversi provvedimenti renziani. Ma non è riducendo gli spazi di democrazia che riporti la gente a darti fiducia. Questo vale per Roma ma anche per le altre città al voto in primavera. Piuttosto consiglierei a Renzi e Orfini -dice D’Attorre- di riflettere sugli errori evidenti di gestione fatti in questa vicenda romana e ridare la parola agli iscritti sia per scegliere la guida del Pd romano sia per il candidato sindaco”.