Roma, 9 set. (AdnKronos) – Sono in corso le votazioni in Aula alla Camera sulla legge che in pratica permetterà per il 2015 lo sblocco del finanziamento ai partiti, per ora non liquidato in quanto la commissione chiamata a verificare i bilanci del 2013 e a comminare eventuali sanzioni non ha ancora certificato la regolarità della documentazione. Una mancanza dovuta, come ha lamentato il presidente dell’organismo, Luciano Calamaro, alla carenza del personale necessario.
Per questo il provvedimento in discussione a Montecitorio prevede, da un lato l’innalzamento a 7 unità del personale della Commissione di garanzia degli statuti e per la trasparenza e il controllo dei rendiconti dei partiti politici; dall’altro introduce una deroga per gli anni 2013 e 2014 sulle modalità di controllo dei bilanci dei partiti, in virtù della quale non si applica, per quegli anni, la verifica della conformità delle spese effettivamente sostenute e delle entrate percepite alla documentazione prodotta a prova delle stesse. Il controllo si applicherà ai rendiconti successivi al 2014, anche se in varie sedi le forze politiche hanno rivendicato di essere comunque in regola con la documentazione prodotta.
Inoltre la legge interviene sull’applicazione ai partiti politici dei benefici derivanti dagli ammortizzatori sociali, specificando che essa opererà anche nei confronti delle articolazioni e sezioni territoriali dotate di autonomia legale e finanziaria e nei riguardi dei partiti non iscritti al registro nazionale. Per questa finalità è stata autorizzata la spesa di 15 milioni di euro per il 2014, di 8,5 milioni di euro per il 2015 e di 11,25 milioni di euro a decorrere dal 2016, utilizzando parte dei risparmi conseguenti alla progressiva riduzione del finanziamento pubblico.