Roma, 16 mar. (Labitalia) – A più di un anno dalla firma del Testo unico sulla rappresentanza tra Confindustria e Cgil, Cisl, Uil, parte oggi la certificazione degli iscritti, prima tappa per arrivare a ‘pesare’ i sindacati al tavolo delle trattative contrattuali. Sindacati, Inps e viale dell’Astronomia hanno, infatti, siglato una convenzione che sancisce il meccanismo di computo delle deleghe sindacali, la trattenuta operata dal datore di lavoro su esplicito mandato del lavoratori e comunicate all’ente di previdenza. I primi dati cominceranno ad affluire a maggio e la prossima stagione di rinnovi contrattuali potrebbe svolgersi già con le nuove regole sulla rappresentanza.
Proprio in vista dei prossimi rinnovi contrattuali, infatti, sindacati e imprese indicheranno all’Inps il mese finale del 2015 da prendere in considerazione per l’applicazione dell’accordo sulla rappresentanza. I dati rilevati dall’Inps, comunque, convoglieranno poi in una banca ad hoc che provvederà poi ad elaborarli e ad aggregarli per ciascuna organizzazione sindacale di categoria relativamente al periodo gennaio-dicembre di ogni anno. L’operazione sarà interamente a carico di imprese e sindacati firmatari dell’accordo e costerà 15 mila euro di una tantum, per l’implementazione delle procedure informatiche per l’acquisizione ed elaborazione dei dati, e circa 3mila euro l’anno per le attività di gestione e manutenzione delle procedure. Il tutto avrà validità triennale ma le parti, con preavviso, potranno recedere dall’intesa in caso di giusta causa.
L’accordo sulla certificazione segna anche il ‘debutto’ del neo presidente Inps, Tito Boeri che controfirma così il primo atto del suo mandato.”E’ una convenzione importante per stabilizzare le relazioni industriali, un passo importante che coma il vuoto della seconda parte dell’art.39 della Costituzione”, dice spiegando come la prima rilevazione sarà effettuata ad aprile prossimo e da maggio saranno disponibili i primi risultati.
L’intesa voluta per certificare la quantità di iscritti ad un sindacato rende però evidente come lo stesso meccanismo debba prima o poi applicarsi al mondo delle imprese, anche questo a sua volta frammentato nella rappresentanza e contrattualmente. Ed è proprio questo, oltre alla soddisfazione, che trapela dai commenti di Cgil, Cisl e Uil. C’è stata un po una corsa ad ostacoli ma ce l’abbano fatta. Noi non abbiamo mai avuto problema a farci contare”, spiega il leader Carmelo Barbagallo che ricorda la necessità che anche le imprese possano essere a loro modo certificate considerato che “c’è un proliferare di nuove associazioni con nuovi tipologie contrattuali all’interno di uno stesso settore”
Lo stesso vale per Susanna Camusso. “Se la rappresentanza è fondamentale per un sistema regolato spesso si vede un fiorire contrattuale per la frantumazione del fronte datoriale”, annota giudicando comunque “un passo importante” l’accordo siglato oggi”. Anche Anna Maria Furlan, plaude all’intesa: “ora sarà tutto alla luce del sole, trasparente , certificato. Un segnale importante”, dice.
E soddisfatta lo è anche Confindustria. “Finalmente relazioni industriali in cui saranno applicati i princiapi di democrazia rappresentativa”, commenta il dg Marcella Panucci per la quale già nei prossimi rinnovi si potranno testare le nuove regole.