Roma, 25 feb. (AdnKronos) – I presidenti delle Camere “hanno aperto un’ istruttoria che i questori stanno concludendo. Abbiamo raccolto i pareri di illustri giuristi che pongono la questione in termini di problematicità tecnica, il che però non vuol dire che non si possa fare, perché la politica può fare tutto”. Così Stefano Dambruoso, Questore della Camera, intervistato da Radio 24 sulla questione dei vitalizi agli ex parlamentari condannati. “Possiamo avere la strada aperta -aggiunge- per prendere una decisione politica che cambi il verso”.
“Ci sono due possibilità: o si prende una delibera dei due uffici di presidenza o, visto che c’è chi vorrebbe una legge nel merito, sia l’aula ad esprimersi, anche se così -aggiunge l’esponente di Scelta civica-sarebbe un po’ più lungo”. Ma cosa succede se si interpreta la norma? “S’interpreterebbe la norma -risponde Dambruoso- un po’ come è stato fatto in Sicilia, dove l’Avvocatura generale dello Stato, interpretandolo come una pena accessoria ai sensi dell’articolo 28 del codice penale: per chi viene condannato a più di cinque anni di carcere scatta una pena accessoria, l’interdizione dai pubblici uffici, e scatta in automatico anche la sospensione di ogni forma di vitalizio”.
“E’ anche vero che ci sono altri illustri giuristi che sono stati presidenti della Corte costituzionale secondo i quali, al contrario, tutto questo non si può fare, perché questo assegno non è ‘aggredibile’. Quindi, considerato che esistono queste due correnti di pensiero entrambe fondate e legittime, spetta alla politica vagliare e fare scelte politiche. C’è comunque, ripeto, un orientamento dell’Avvocatura generale dello Stato, e ci sono sentenze delle Corte costituzionale, che è l’altro organo di riferimento per qualunque diritto, che dicono il contrario. Personalmente -conclude Dambruoso- non avrò mai un vitalizio perché sono un deputato entrato da due anni”.