Home Nazionale Palermo: Procuratore T. Imerese, su viadotto crollato disposto sequestro atti

Palermo: Procuratore T. Imerese, su viadotto crollato disposto sequestro atti

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Palermo, 5 gen. (AdnKronos) – La Procura di Termini Imerese (Palermo), che coordina l’inchiesta sul crollo del viadotto Scorciavacche, sulla Statale Palermo-Agrigento, avvenuto a pochi giorni dalla sua inaugurazione, disporrà oggi il sequestro “di tutta la documentazione relativa ai lavori”. Lo annuncia all’Adnkronos il Procuratore capo Alfredo Morvillo, che si occupa della vicenda in prima persona. “Quanto accaduto è un fatto molto grave – dice Morvillo – Adesso bisogna vedere cosa è successo, ma per ora possiamo fare solo ipotesi”. Al premier Matteo Renzi, che ieri in un tweet ha chiesto il nome del responsabile, il Procuratore Morvillo, fratello di Francesca Morvillo, morta con Giovanni Falcone nella strage di Capaci, dice: “Noi assicuriamo, come Autorità giudiziaria, che la nostra parte di competenza è già in movimento. Abbiamo già disposto il sequestro dell’area e oggi ci accingiamo a quelle attività di indagine indispensabili, dal punto di vista documentale, con il sequestro dei documenti sulla realizzazione dell’opera pubblica”. E spiega: “Ci accingiamo al sequestro di tutta la documentazione e faremo degli accertamenti tecnici sul posto, con un collegio di esperti che nomineremo a breve”.
Fino a questo momento non ci sono iscritti nel registro degli indagati, ma i primi avvisi di garanzia potrebbero scattare già a breve. Come spiega ancora il Procuratore Morvillo: “Dobbiamo fare delle verifiche preliminari – dice – per eseguire degli accertamenti tecnici. Se si tratta di atti irripetibili allora, a garanzia delle persone interessate, dovranno scattare gli avvisi di garanzia. Se invece si tratta di attività tecniche suscettibili di essere ripetute, non abbiamo bisogno di fare scattare i meccanismi previsti per atti irripetibili. Quando si tratta di atti irrepetibili, la legge prevede che l’interessato deve essere garantito. Altrimenti non scattano i meccanismi e non abbiamo bisogno di iscrivere nessuno e notificare avvisi di garanzia”.
La procura indagherà in particolare sui materiali utilizzati dalle ditte che hanno lavorato al lotto 2A delle opere che riguardano 34 km di asfalto, da Bolognetta fino ai pressi di Palermo. Nel mirino dei magistrati sono le imprese che hanno eseguito i lavori.