Home Nazionale Nascerà a giorni il figlio della ‘coppia dell’acido’, le tappe della storia

Nascerà a giorni il figlio della ‘coppia dell’acido’, le tappe della storia

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Milano, 10 ago. (AdnKronos) – E’ imminente la nascita del bambino di Martina Levato e Alexander Boettcher, la coppia condannata a 14 anni di carcere per l’aggressione con l’acido al 22enne Pietro Barbini e accusata di almeno altre tre aggressioni. Saranno i giudici del Tribunale dei Minori di Milano a decidere la sorte del piccolo. Tre le possibilità, legate indirettamente anche alla decisione del Tribunale del Riesame, che si pronuncerà nei prossimi giorni sulla richiesta di arresti domiciliari per la donna: il bambino potrebbe essere lasciato alla madre (e cresciuto in una struttura adeguata), dato in affidamento a una famiglia, oppure affidato ai nonni.
E’ il 28 dicembre 2014 quando la coppia ‘diabolica’, capace di agire “con modalità da agguato mafioso” secondo la definizione del pubblico ministero Marcello Musso, mette in atto l’agguato che la porterà in carcere. In via Giulio Carcano, alle 17.40 circa, Pietro Barbini viene colpito al volto, alle braccia e all’addome con l’acido da una donna, mentre un uomo lo insegue con un martello.
Il giorno seguente, il 29 dicembre, la studentessa 23enne dell’Università Bocconi, Martina Levato, e il 30enne Alexander Boettcher sono in arresto per lesioni gravi. L’8 gennaio inizia il processo per direttissima dei due ragazzi, mentre si aggrava l’impianto accusatorio: il pm di Milano contesta non più solo le lesioni gravi, ma lesioni gravissime per un’azione “posta in essere sicuramente con crudeltà”. Quello avvenuto in via Carcano il 28 dicembre diventa un agguato premeditato, calcolato, derivato da “motivi abietti e futili” ed espressione di “un sentimento spregevole”.
Il 15 gennaio la posizione della coppia si complica ulteriormente. I due, già in carcere, sono indagati per tentate lesioni ai danni di un giovane, il quale ha sporto denuncia, e “di altre persone in corso di identificazione”. Il pm di Milano Marcello Musso dispone perquisizioni a casa della coppia. Il 3 febbraio è fermato Andrea Magnani, presunto complice di Levato e Boettcher che poi confesserà il suo ruolo di ‘basista’ della coppia. Pochi giorni dopo il Tribunale di Milano dispone la perizia psichiatrica sulla coppia stabilendone la ‘pericolosità sociale’.
Ad aprile, i due vengono accusati di altre tre aggressioni e di associazione per delinquere “finalizzata al compimento di aggressioni mediante l’utilizzo di acido”. Nel corso delle indagini, gli uomini dell’Ufficio prevenzione generale e soccorso pubblico, sotto la direzione dei pm Alberto Nobili e Marcello Musso, “hanno dimostrato che i tre avrebbero costituito una vera e propria associazione per delinquere responsabile dell’aggressione ai danni di altri due giovani”. La Levato è accusata anche di un tentativo di evirazione, avvenuto il 19 maggio scorso, nei confronti di uno studente della Cattolica.
Il 26 maggio, al processo, il pm milanese, Marcello Musso, chiede la condanna a 15 anni di carcere per Alexander Boettcher e Martina Levato. L’11 giugno, la sentenza, dopo cinque mesi di indagini: quattordici anni di reclusione, più 3 di libertà vigilata a fine pena come misura di sicurezza. I giudici escludono l’aggravante della crudeltà contestata dal pm. Rimangono le aggravanti dei motivi abietti e della premeditazione.