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Musica: Jovanotti al Politecnico, le carriere si costruiscono sul merito

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Milano, 30 mar. (AdnKronos) – Lorenzo Jovanotti in cattedra al Politecnico di Milano suona la carica a oltre un migliaio di studenti che sono stati ad ascoltarlo per due ore, in tre diverse aule dell’università milanese. Il musicista italiano attinge alla sua biografia per spronare i ragazzi a fare di più e meglio: “Non è vero che nella musica non c’è meritocrazia – dice – un disco o ti piace o no; puoi fregare qualcuno una volta, ma le carriere si costruiscono con il merito” e “la scienza è un po’ simile alla musica”.
Jovanotti Cherubini, a Milano per l’Universiday, si prepara al nuovo tour che partirà il 20 giugno ad Ancona e annuncia agli studenti che il suo prossimo spettacolo sarà aperto da Salmo, rapper e regista che ha collaborato con Jovanotti per ‘Sabato’, e da alcuni giovani dj della sua etichetta discografica. In un mondo in cui “l’I-phone diventa uno strumento di lavoro”, Jovanotti sente ancora il richiamo dei ‘piatti’ e non esclude che in futuro “possa tornare a fare un dj-set perché – dice – è una cosa che mi piace, ha un livello di complessità diverso da quello di un concerto: c’è più guerriglia e mi fa sentire a casa”.
Rivolgendosi ad una platea composta in gran parte da futuri architetti e ingegneri, Jovanotti sottolinea la necessità “di essere riconoscibili” in un mondo che “ha il problema di dover comunicare” ad ogni costo. Gli italiani, secondo l’artista, lo fanno ancora bene: “Quando vado all’estero – racconta – mi sento molto italiano, come se uscisse una pinna dietro la schiena” e l’orgoglio non nasce solo dalle bellezze rinascimentali: “Io sono pazzo del Futurismo” dice Jovanotti che sottolinea anche il ruolo di “un genio assoluto come Renzo Piano che fa cose mozzafiato che mi fanno piangere dalla commozione”.