(AdnKronos) – I vescovi scrivono di “decisioni improvvide” per quanto riguarda le soluzioni di ospitalità come quella che ha portato alla rivolta di Quinto, a Treviso e fanno sapere che, “c’è chi interviene con generosità ma è costretto a sfidare anche, purtroppo, l’ostilità di alcuni”. I vescovi li ringraziano “di cuore” e, subito dopo, respingono con energia chi accusa anche settori della Chiesa di speculazione: “Si dice che vi sia chi specula sull’accoglienza: è possibile, ma ci dispiace che questo giudizio talora sia espresso, indiscriminatamente su tutti, non esclusa la Caritas. Non vorremmo che fosse un modo ignobile di cercare scuse alla propria grettezza”.
“Come comunità cristiane – sottolineano i due vescovi – non dobbiamo rinunciare a fare la nostra parte per quello che possiamo, senza rifugiarci dietro la vastità del fenomeno e la sua infelice gestione a livello alto”.