Treviso, 31 lug. (AdnKronos) – “Ho letto il testo integrale della lettera dei Vescovi di Treviso e Vittorio Veneto. Parole piene di significato e prospettiva, non solo per i cristiani, e di questo li ringrazio. Sul tema profughi e accoglienza l’unica cosa di cui non abbiamo bisogno sono i pregiudizi, l’immobilismo e l’egoismo mascherati e scambiati per buon senso. Il che non vuole assolutamente dire: “accogliamo in maniera incondizionata”. Così il sindaco di Treviso, Giovanni Manildo (Pd), commenta la lettera dei vescovi di Treviso e Vittorio Veneto sul dovere di accoglienza.
“Anzi! Il modello dell’accoglienza diffusa ha le sue regole in tema di tempi, quote e allocazioni che vanno rispettate. Se ognuno fa la sua parte il tema lo possiamo affrontare e risolvere senza creare allarmismi e disagi ai cittadini – spiega – Servono collaborazione tra istituzioni, senso di responsabilità e fiducia. Evitare i problemi, rispedirli semplicemente ad altri è l’esatto opposto di risolverli”.
“Zaia è certamente un bravo comunicatore. Nel commento alla lettera dei vescovi si fa scivolare addosso la questione come se non lo riguardasse, la rimpalla altrove, instilla il dubbio chiedendoci se siamo certi che la Caritas e la Chiesa abbiano davvero fatto la loro parte e come nel gioco che si fa tra bambini dice ‘tua senza ritorno’… Ma questo non è affatto prendersi cura dei cittadini e cercare di dare risposta alle loro giuste esigenze, solo rimandare il problema di un altro giorno”, conclude.