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Migranti: Rampelli, ormai è business di Stato

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Roma, 24 set. (AdnKronos) – “Non è un’economia sana quella che destina 35 euro al giorno per migrante (70 per i minori), per darne 33 agli operatori e 2 ai bisognosi. Se proprio quella deve essere la cifra calcolata per la sopravvivenza e quello il modello prescelto (cosa che notoriamente noi contestiamo), pur rammentando che i pensionati sociali italiani si fanno vivere con 15 euro al giorno, allora tanto vale paradossalmente dare quei soldi direttamente agli interessati sottoforma di sussidio”. È la proposta provocatoria lanciata dal capogruppo di Fratelli d’Italia-An Fabio Rampelli.
“In questa maniera –aggiunge- saranno almeno liberi di prendere una casa in affitto, scegliersi la città dove abitare, cosa mangiare, in quale scuola iscriversi per imparare le lingue, dove formarsi per cercare lavoro. Perché non ha senso avere la libertà di circolare per poi essere schiavi delle cooperative rosse e bianche e del loro assistenzialismo”.
“Una famiglia di immigrati di 4 persone, due adulti e due bambini, secondo gli attuali assurdi parametri incamererebbe la bellezza di 6mila300 euro al mese e potrebbe risiedere tranquillamente nel quartiere Parioli frequentando college al posto dei Cara. La libertà o è globale o è una foglia di fico per coprire il business”. E, a proposito di solidarietà, che dovrebbe essere gratuita per definizione, c’è il business di Stato, cioè l’altra verità che emerge sempre più insistentemente in questo triste dibattito: il calcolo di quanti immigrati servono per sostenere tra qualche decennio il nostro welfare, visto che lo Stato invece di fare politiche per promuovere la costituzione di nuove famiglie e invertire l’andamento demografico drammatico che ci caratterizza da oltre vent’anni, ritiene che la risposta ai conti dell’Inps in rosso sia pagare chi viene da fuori. Valutazioni decisamente molto altruistiche e caritatevoli…”, conclude Rampelli.