Rho, 20 lug. – (AdnKronos) – L’accoglienza di 1,4 milioni di profughi ‘costa’ alla Giordania tra l’uno e il due per centro del prodotto interno lordo e frena lo sprint della crescita. A spiegarlo è il ministro giordano dell’Energia, Ibrahim Saif, a margine di un evento a Expo dedicato al Set4food, un progetto che mira a tutelare accesso al cibo e sicurezza alimentare nei campi profughi. “La Giordania – sottolinea – ospita 1,4 milioni di profughi che hanno incominciato a venire nel nostro Paese dopo l’esplosione della crisi siriana”.
Saif spiega che “le organizzazioni internazionali hanno stimato che abbiamo perso l’1-2 per cento del nostro Pil con l’accoglienza ai rifugiati: invece di raggiungere una crescita del 4-5 per cento, siamo cresciuti del 3,5, non abbastanza per risolvere i problemi legati alla povertà e allo sviluppo rurale”. Il ministro ricorda come il Paese, “già prima della crisi siriana”, avesse delle difficoltà economiche, con un piano di “austerity” concordato con il Fondo monetario internazionale.
“La gran parte del costo dei rifugiati – sottolinea il ministro – è coperta da chi li ospita” anche se a farlo sono “paesi poveri come la Giordania che deve garantire servizi di base e sicurezza sul confine”. Per questo Saif chiede maggiore cooperazione internazionale, “questa – dice – è una situazione che si verifica sul nostro confine, ma riguarda tutta la comunità internazionale, nessun singolo Paese può farcela da solo”. L’Italia, conclude, “aiuta in modo politico e umanitario la Giordania”.