(AdnKronos) – Nella missiva Meloni ricorda dunque l’art. 21 della Costituzione che stabilisce che ‘Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione'”, e l’art. 68 che sancisce per i parlamentari il principio per cui ‘I membri del Parlamento non possono essere chiamati a rispondere delle opinioni espresse e dei voti dati nell’esercizio delle loro funzioni’.
“Poiché non mi risulta che questi articoli siano stati stravolti dalle (pur da me non condivise) riforme in discussione – rimarca dunque Meloni – mi sento di far notare che ciò che è capitato avviene in spregio totale della nostra Carta Costituzionale. Se un parlamentare liberamente eletto può essere censurato da un burocrate nominato dal governo (tra l’altro non eletto da nessuno), Presidente, ci troviamo di fronte a una anomalia che credo non sfugga ai più”.
La presidente di Fdi-An chiede dunque un incontro al Colle. “Se lo riterrà opportuno – scrive – vorrei dunque avere l’opportunità di incontrarLa per avere da Lei lumi su come sia corretto comportarsi di fronte a questa palese inosservanza di ogni principio di libertà di espressione sancito dalla nostra Costituzione, della quale Ella è sommo garante”.