(AdnKronos) – I Paesi che stanno frenando sulla disponibilità, volontaria ma vincolante, ad accogliere i richiedenti asilo provenienti da Italia e Grecia “chiedono condizionalità”, in particolare che sia “chiaro ed effettivo” il funzionamento degli hotspot, i centri di identificazione dei rifugiati, e soprattutto il prelievo delle impronte digitali, spiega il funzionario europeo.
Lo scorso 9 luglio il Consiglio Ue informale degli Affari interni non era riuscito a trovare un accordo sul meccanismo di redistribuzione dei rifugiati, che, secondo gli Stati, dovrebbe essere volontario anche se vincolante. Germania e Francia avevano annunciato di voler accettare le quote loro assegnate secondo il sistema elaborato dalla Commissione europea, mentre altri Paesi avevano opposto resistenza.
Fra i Paesi che aveva frenato ci sono Spagna e Austria, mentre la Slovacchia era l’unico Paese ad opporsi concretamente al sistema di accoglienza volontaria. Anche tre Paesi non-Ue, Svizzera, Norvegia e Liechtenstein, si sono offerti di contribuire. Per il ministro lussemburghese degli Esteri e dell’Immigrazione, Jean Asselborn, sul lato dei reinsediamenti di 20 mila richiedenti asilo in due anni “c’è un’eccedenza di offerte”, che potrebbe essere sfruttata per i ricollocamenti dei 40 mila rifugiati da Italia e Grecia e arrivare a un accordo al Consiglio Ue Affari interni a Bruxelles.