Home Nazionale Migranti: Bitonci, 450 euro al mese anche ai padovani bisognosi

Migranti: Bitonci, 450 euro al mese anche ai padovani bisognosi

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Padova, 13 nov. (AdnKronos) – “La gran parte dei richiedenti asilo non ottiene lo status di rifugiato. I dati sono noti e parlano da soli. L’accordo siglato oggi in Prefettura (per permettere anche ai privati di ospitare un migrantendr) è lesivo della dignità dei padovani, specialmente dei tartassati, pensionati o appartenenti al ceto medio, che, per far quadrare i bilanci familiari, potrebbero essere tentati dall’opportunità economica derivante dall’accogliere signori sconosciuti, in cambio di un obolo di Stato. Obolo, di 450 euro al mese, cui non hanno diritto i disoccupati e i poveri padovani, che devono subire, quindi, una disparità di trattamento – dichiara Massimo Bitonci, sindaco di Padova – Chiedo alla Prefettura e al Governo un incontro urgente, durante il quale mi farò promotore di un’iniziativa che favorisca accoglienza e aiuto economico per i più bisognosi fra gli appartenenti alla nostra comunità”.
“Non accetterò dinieghi, visto che, per un altro genere di persone, le risorse ci sono. La discriminazione nei confronti delle migliaia di padovani in difficoltà è inaccettabile. Da un lato abbiamo persone di cui conosciamo la storia, le sofferenze e i bisogni: sono gli ultimi della porta accanto, i nostri fratelli padovani – avverte Bironci – Dall’altra c’è uno Stato incapace di dirimere fra veri profughi e semplici clandestini”.
“Uno Stato che, nascondendosi dietro ad un vago intendo solidaristico, li sistema, a spese dei contribuenti, nelle abitazioni dei nostri concittadini e usa i soldi di tutti, per risolvere dei problemi di gestione di un’emergenza cui non è in grado di fare fronte, nonostante gli inviti, ricevuti da più parti, ad agire in modo diverso – conclude Bitonci – Chi scappa dalla guerra merita di essere accolto. Chi entra nel nostro Paese da clandestino, non può, a priori, essere mantenuto dai contribuenti, mentre ampie fette della nostra comunità chiedono aiuto, ma non sono aiutate”.