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Marche: sindacati a candidati regionali, puntare su riconversione produttiva

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Ancona, 12 mag. (Labitalia) – Riconversione produttiva, qualificazione del lavoro e trasparenza degli appalti. Sono alcune delle proposte che le segreterie regionali di Cgil, Cisl e Uil Marche hanno presentato oggi, raccolte in un documento, ai candidati alla presidenza della giunta regionale. “Per quanto riguarda il sistema economico locale -sostengono i sindacati- non si tratta di abbandonare la vocazione manifatturiera della regione, ma di rafforzarla attraverso una sua profonda innovazione e qualificazione, pur all’interno di un processo di diversificazione delle attività che è opportuno sostenere”.
Per i sindacati, “è necessario che le politiche di programmazione e di promozione turistica vengano sempre più gestite almeno a livello regionale, adottando approcci e strumenti manageriali, superando spontaneismo e improvvisazione, favorendo l’integrazione fra le diverse offerte locali e puntando sulle nuove tendenze del turismo e sui nuovi bacini d’utenza”.
“Bisogna superare urgentemente -sottolineano Cgil, Cisl e Uil Marche- le difficoltà che ostacolano la realizzazione dell’Accordo di programma sottoscritto nel 2012 e prorogato nel marzo scorso a seguito della crisi dell’Antonio Merloni e la concretizzazione del percorso previsto nel protocollo d’intesa per il rilancio produttivo ed occupazionale della Val Vibrata e Vallata del Tronto Piceno”.
Sul fronte lavoro, i sindacati auspicano interventi più mirati verso nuovi bacini occupazionali costituiti da settori innovativi come quelli connessi alla green economy o della domotica o ai servizi alla persona. “Nelle politiche regionali -spiegano- deve diventare centrale l’investimento in diritto allo studio, ricerca, istruzione e conoscenza, affinché siano poste solide basi per una crescita sostenibile, fondata su qualità e innovazione dei sistemi produttivi, condizioni essenziali per contrastare la crisi, la disoccupazione e la crescente precarietà dei rapporti di lavoro”.
Per i sindacati, inoltre, “è importante rafforzare la capacità di intervento nelle crisi aziendali, mettendo a punto strumenti che possano favorire la ricerca e l’interlocuzione rispetto a eventuali nuovi investitori, che sostengano eventuali forme di auto-organizzazione dei lavoratori coinvolti, contribuiscano a valorizzare le potenzialità del tessuto locale”.
Ai candidati alla presidenza della giunta regionale viene anche richiesto un adeguamento infrastrutturale. “L’inserimento del territorio regionale nel corridoio europeo Baltico -fanno notare- costituisce un’occasione da sfruttare non solo per intercettare i traffici ma per promuovere lo sviluppo e la competitività del sistema economico e produttivo del centro Italia a partire dalla nostra regione”.
Per assicurare la qualità dello sviluppo, nel rispetto delle regole e della concorrenza, “è fondamentale il riconoscimento del valore della legalità e trasparenza che costituisce la garanzia del lavoro di qualità e in sicurezza, nel rispetto delle disposizioni di leggi e delle normative contrattuali”.
“La Stazione unica appaltante delle Marche -chiedono i sindacati- deve essere messa in condizione di avviare la propria attività, anche come centrale unica di committenza regionale, e che ad essa aderiscano tutte le amministrazioni del nostro territorio. Va, inoltre, promossa la sottoscrizione di protocolli per legalità e la sicurezza del lavoro, che vedano il coinvolgimento di istituzioni, enti preposti alla prevenzione e al controllo, imprese e organizzazioni sindacali”.
Sul fronte della sicurezza del lavoro, dicono, “va rafforzato da un lato il ruolo dei rappresentanti dei lavoratori alla sicurezza, aziendali, territoriali e, ove previsto, di sito; dall’altro quello svolto dalle strutture pubbliche per la prevenzione e il controllo, per il quale risulta decisivo il ruolo di coordinamento e di indirizzo dell’attività svolto dalla Regione”.
Sul fronte del credito, proseguono, “è urgente l’attivazione di un tavolo, promosso dalla Regione Marche, che veda coinvolti il sistema bancario, le rappresentanze del mondo imprenditoriale e le organizzazioni sindacali, per individuare non solo le azioni necessarie a superare le maggiori criticità in questa fase di emergenza, ma anche quelle che possano favorire le direttrici per un nuovo modello di sviluppo, con un sistema del credito che valuti la qualità di progetti imprenditoriali verso settori innovativi (specie se promossi da giovani), le forme di aggregazioni d’impresa, gli investimenti degli enti locali in opere strategiche per la tutela e la sostenibilità ambientale del territorio e delle città”.
In materia di salute, i sindacati lamentano che “tutti i livelli istituzionali locali sono stati in questi anni poco attenti a sollecitare la riorganizzazione e la creazione dei servizi alternativi, come le Case della salute, mentre si sono dimostrati più interessati alla difesa dell’esistente”. “E’, inoltre, necessaria -sostengono – una valutazione sul funzionamento dell’attuale governance della sanità regionale, prendendo atto che l’attuale modello ha posto seri problemi in termini di gestione dei processi, di partecipazione delle comunità locali e di integrazione fra i servizi”.
I sindacati chiedono, inoltre, di “rafforzare il carattere progressivo dell’addizionale Irpef regionale, come è opportuno rivedere la struttura dell’Irap andando a superare alcune forme agevolative ormai superate dalle dinamiche economiche e dai provvedimenti adottati in materia dallo stato centrale”. “Va realizzata una verifica complessiva del sistema tariffario e agevolativo, assumendo come indicatore da generalizzare il nuovo Isee, partendo dalle attività regolamentate dalla Regione ma all’interno di una coerente politica che deve coinvolgere l’insieme degli erogatori dei servizi pubblici”, concludono.