Benezia, 6 ago. (AdnKronos) – “Questa volta è stato il Cadore ad essere flagellato dalle frane dopo una violenta bomba d’acqua che ha causato rapide, smottamenti e frane che hanno colpito soprattutto le zone di San Vito di Cadore e Cortina. Situazione ancora critica nel Bellunese con case e negozi allagati, strade bloccate, impianti di sci distrutti e, soprattutto, tre morti accertati. Dopo il tornado che l’8 luglio scorso ha devastato la Riviera del Brenta e la frana che proprio un anno fa a Refrontolo, in provincia di Treviso, ha ucciso 4 persone, ecco un altro evento meteorologico eccezionale ed imprevisto che ha messo in triste evidenza quanto sia precario l’assetto idrogeologico del Veneto”. A sottolinearlo è la Foiv, Federazione Ordini Ingegneri del Veneto
Secondo i dati della Coldiretti, sono stati 211 gli eventi franosi in Italia nello scorso anno che hanno causato 14 vittime: il Veneto tra le regioni più colpite con Liguria, Piemonte, Toscana, Campania, Lombardia e Sicilia secondo l`Ispra.
“Purtroppo moltissime sono le aree a rischio idraulico ed idrogeologico in Italia e molte le situazioni preoccupanti in Veneto – sottolinea Gian Pietro Napol, Presidente Foiv, Federazione Ordini Ingegneri Veneto – anche a causa di una carente pianificazione territoriale. Ci si preoccupa molto dei corsi d’acqua principali e si tralasciano i secondari che, come abbiamo tragicamente constatato sono spesso causa di rovina e di morte.”