Home Nazionale Mafia: il pentito Anzelmo, si pensò di uccidere Falcone con bazooka (3)

Mafia: il pentito Anzelmo, si pensò di uccidere Falcone con bazooka (3)

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(AdnKronos) – “La strategia era quella di bloccare il fenomeno del pentitismo, di uccidere i pentiti, i giudici – ha raccontato Anzelmo nel corso della sua deposizione rispondendo alle domande del pm Angela Pietroiusti – Io stesso ho partecipato ai tentativi per uccidere il giudice Falcone, ma allora, quando io ero latitante tra il 1984 e il 1989, non fu possibile; non veniva mai trovata la situazione giusta. Prima lo si voleva uccidere con un bazooka e poi nel 1985 con un fucile di precisione, ma non ci si riuscì mai”.
“Il dottor Falcone sapeva di essere nel mirino di Cosa Nostra e per questo prendeva sempre degli insegnamenti, delle precauzioni dopo ogni omicidio di mafia. A casa del giudice Falcone misero il divieto di sosta dopo l’assassinio del giudice Rocco Chinnici e questo scombinò i piani – ha raccontato sempre Anzelmo – Quando decidemmo di ucciderlo con il fucile di precisione da distanza, era stato già commesso l’omicidio del vice questore dottor Ninni Cassarà. Il dottor Falcone decise allora di prendere nuovi accorgimenti: l’auto che lo doveva portare in ufficio non lo prese più dall’altra parte della strada, ma lo attendeva direttamente sul marciapiede, sotto casa, accostandosi all’androne. Quindi anche questo attentato non venne fatto”.