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Mafia: Apocalisse 2, i 27 arrestati esponenti Resuttana e San Lorenzo

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Palermo, 9 feb. (Adnkronos) – Partecipazione all’associazione mafiosa, rapina e diverse attività estorsive perpetrate ai danni di imprenditori e attività commerciali. Con queste accuse stamattina all’alba Carabinieri, Guardia di Finanza e Polizia, su richiesta della Dda di Palermo, hanno arrestato 27 esponenti dei mandamenti di Resuttana e San Lorenzo nell’ambito di una vasta operazione antimafia. In manette anche il consigliere del Comune di Palermo Giuseppe Faraone, 68 anni, resosi responsabile di richieste di denaro per conto di elementi del mandamento di San Lorenzo.
L’operazione di oggi rappresenta la naturale prosecuzione dell’operazione Apocalisse che, nel giugno 2014, ha portato all’arresto di circa 100 persone e a una disarticolazione della struttura organizzativa mafiosa su quei territori.
Oltre Faraone, si trovano agli arresti Davide Catalano ( classe 1978),  Giovanni Vitale (classe 1969), Giuseppe Fricano (classe 1967), Luigi Siragusa (classe 1975), Davide Contino (classe 1988), Francesco La Barbera (classe 1983), Girolamo Biondino (classe 1948), Giuseppe Calvaruso (classe 1982), Giuseppe Ciaramitaro ( classe 1974), Giuseppe Fabio Daví (classe 1976), Salvatore D’Urso (classe 1974), Silvio Guerrera (classe1961), Roberto Sardisco (classe 1975), Domenico Serio (classe 1976), Tommaso Contino ( classe 1961), Salvatore Mendola ( classe 1952), Lorenzo Flauto ( classe 1975), Agostino Matassa ( classe 1958), Filippo Matassa (classe 1949), Domenico Palazzotto (classe 1985), Gregorio Palazzotto (classe 1977),  Emilio Pizzurro (classe 1958),  Antonino Salerno (classe 1985),  Giovanni Cacciatore (classe 1966), Nicola Geraci (classe 1975) e Calogero Ventimiglia (classe 1971).
Tredici gli episodi estorsivi contestati, di cui alcuni del tutto nuovi, in cui è stata fondamentale la collaborazione degli stessi imprenditori e commercianti vittime delle richieste che, come ha sottolineato il procuratore della Repubblica di Palermo Francesco Lo Voi, “hanno superato il muro d’omertà e non hanno esitato a denunciare esecutori e mandanti”.
In alcuni casi, come quello di una società di pulizie, facchinaggio e giardinaggio, le richieste di pizzo si accompagnavano all’imposizione di assunzioni di amici e familiari di affiliati all’organizzazione. Le indagini hanno permesso di far luce anche su una vicenda estorsiva che ha riguardato il titolare di una ditta impegnata nella costruzione di 30 immobili nel centro della città: l’uomo è stato costretto a versare la somma di 30mila euro per proseguire i lavori.