(AdnKronos) – “Che significa? Che le regioni pagheranno molto di più del prezzo ‘equo’ e comunque un costo eccessivo per garantire il riacquisto totale. Tanto la differenza in eccesso la paga il contribuente!”. “Quindi, mentre la gente vive in contesti in cui rischia che crolli un tetto in una scuola, se non a casa propria e le imprese chiudono per mancanza anche di un solo euro di investimento per garantirne la sopravvivenza, le regioni si prodigano, ancora una volta, per far concludere alle banche solo l’ultimo dei loro affari con lo Stato e/o la pubblica amministrazione”, accusa Ruocco.
“Tutto qui? Ovviamente no. Ci saranno da chiudere i derivati in corso, cosa che ovviamente avverrà (come sempre in passato) nella opacità più assoluta”. “Con che soldi le regioni ricompreranno i bond? Ma ovviamente – si dice convinta la deputata M5S – facendo nuovi debiti (a tassi ancora non noti) e di certo il rimborso si allungherà: la norma parla di 30 anni su un debito che era già stato procrastinato di lustri! A chi lasciamo questi debiti originari? Forse ai nipoti di coloro che se li sono assunti?”.
“La cosa fa rabbia se si pensa che nel nostro paese ci sono organismi di controllo pubblici come, tra l’altro la Consob – ricorda Ruocco – dotata peraltro di un ufficio ultra specializzato per valutare obbligazioni e derivati, ma come in tutti i casi precedenti non è stato interpellato”. Ma l’esponente del M5S avverte: “Non ci arrenderemo di fronte a questi silenzi assordanti del governo. Andremo avanti. Con tutti gli strumenti democratici a disposizioni. Finchè non arriverà il giorno, assai vicino ormai, in cui i cittadini, con un tratto di penna, decideranno di votarli via!”.