(AdnKronos) – “Vi chiederete: ma non avevano abolito i finanziamenti pubblici ai partiti? Certo, li avevano lasciati fuori dalla porta. Ma ogni quattro mesi li fanno rientrare dalla finestra. I rimborsi percepiti dai parlamentari – prosegue Crimi – sono esenti da tasse. Se decidono di effettuare versamenti ai partiti, gli ‘onorevoli’ possono portarli in dichiarazione dei redditi come erogazione liberale ai partiti (come avviene per i versamenti alle onlus), e usufruire di una detrazione fiscale pari al 26%”.
Nel caso specifico, “il senatore che ha versato al Pd 9.080 euro, vedrĂ rientrare l’importo di 2.360 euro. Tutto a carico dello Stato: utilizzano soldi pubblici per ricavarne un ulteriore beneficio personale”.