Roma, 19 mag. (Labitalia) – “Oggi è difficilissimo stabilire se il provvedimento sta, per usare un termine giornalistico, ‘dentro i paletti’ della Corte. Il legislatore, sulla base della sentenza, gode di ampio margine di discrezionalità e quindi dare un giudizio sul dl del governo sarà possibile solo dopo aver letto attentamente il provvedimento. Una risposta oggi sarebbe avventata”. Così il costituzionalista Massimo Luciani, ordinario di Diritto Costituzionale alla ‘Sapienza’ di Roma, con Labitalia, sul provvedimento annunciato ieri dal governo sulle pensioni dopo la sentenza della Corte Costituzionale.
“La Corte ha scritto -continua Luciani- che bisogna bilanciare i diritti dei pensionati e le esigenze finanziarie. In sostanza, ha detto che si possono limitare i diritti dei pensionati solo a certe condizioni. Il governo deve far capire che quello che ha fatto è necessario per insuperabili esigenze finanziarie”.
Per Luciani, “il legislatore, sulla base della sentenza della Consulta, deve dimostrare, conti alla mano, che ci sono esigenze finanziarie inderogabili che impongono determinate scelte, e non dovrebbe essere difficile”. “Quindi, se l’esecutivo opta per restituzioni in modo ridotto – conclude – deve dimostrare appunto che ci sono esigenze finanziarie inderogabili che impongono questa scelta. Del resto, l’appunto più serio che potrebbe essere fatto alla Corte è che essa stessa avrebbe potuto adottare un’ordinanza istruttoria per conoscere la situazione dei conti e così avere un’indicazione precisa” sui rimborsi.