(AdnKronos) – Parte della discussione che ha accompagnato il Derf si è concentrata sul taglio dei trasferimenti statali che, come ha accennato l’assessore all’economia Massimo Garavaglia “mettono a rischio i conti delle Regioni che sono le uniche che pagano il risanamento”. Proprio per questo la Risoluzione chiede la legge di stabilità faccia suo il principio dei costi standard “in tutti i livelli istituzionali e in tutti i settori” e che si ponga fine ai tagli fatti tenendo come riferimento Pil e numero di abitanti “indici che penalizzano fortemente la sola Lombardia”.
Posizione contestata da Pd e Patto Civico che attraverso rispettivamente il capogruppo Enrico Brambilla e Roberto Bruni hanno evidenziato come un conto sono i tagli “sui quali i nostri parlamentari sono impegnati a introdurre modifiche alla legge di Stabilità con l’inserimento dei costi standard” e un altro è la questione dell’autonomia “per la quale va avviata una specifica procedura costituzionale attraverso una richiesta che per il momento Regione Lombardia non ha ancora formulato”. Critico anche il Movimento 5 Stelle: per Paola Macchi il metodo di discussione “ha portato a tempi strettissimi di coinvolgimento nelle Commissioni con risultato di avere oggi un documento senza sostanza”.
Sulla questione dei tagli, un emendamento del capogruppo della Lega Nord Massimiliano Romeo, riformulato dal relatore Colucci, impegna la Giunta lombarda affinché attui tutte le iniziative opportune perché il Governo, diversamente dal passato, tenga conto dei suggerimenti e spunti del Consiglio regionale lombardo. Linea questa, condivisa dalla maggioranza con gli interventi di Marco Tizzoni della Lista Maroni Presidente, da Antonio Romeo di Forza Italia e dal capogruppo dei Fratelli d’Italia Riccardo De Corato. In discussione sono anche intervenuti Fabio Pizzul, Marco Carra, Onorio Rosati e Jacopo Scandella per il Pd e Silvana Santisi per la Lega Nord.