Milano, 16 mar. – (AdnKronos) – Esce domani in libreria ‘T’innamorerai senza pensare…’, il libro di Francesca Vecchioni. L’autrice, classe 1975, è nata a Firenze, cresciuta a Roma e vive a Milano. E’ laureata in Scienze politiche, attivista per i diritti civili, esperta in comunicazione e giornalista, è madre di due bambine. Il titolo è una frase della canzone ‘Figlia’ che il padre di Francesca, il cantautore Roberto Vecchioni, le ha dedicato quando è nata. Francesca Vecchioni crede che la diversità sia una ricchezza e per questo ha fondato l’associazione Diversity (diversitylab.it) di cui è presidente. Suoi contributi sono apparsi tra l’altro su “La 27esima ora” del “Corriere della Sera” e nel volume ‘Le cose cambiano’ (2013, Isbn Edizioni).
“Ho sempre voluto essere madre -dice l’autrice- ho sempre immaginato di avere una famiglia numerosa come quella in cui sono cresciuta, tante chiacchiere, tanti interessi, tanti entusiasmi da condividere. Se devo essere davvero sincera non ho mai, per un solo momento della mia vita, creduto di dover rinunciare alla gioia di crescere un figlio. Di poter insegnare a lui per imparare io stessa, con amore, senza davvero aspettarmi niente di più stupefacente che guardarlo crescere. E però per me era diverso”.
Per Francesca Vecchioni “scegliere di vivere ciò che si è può sembrare semplice ma è una delle decisioni più complicate della vita di ognuno. Eppure questa è la scelta che tutti siamo, prima o poi, chiamati ad affrontare se vogliamo arrivare un po’ più vicino alla felicità. Questo libro è la storia di una ricerca, il viaggio verso sé e gli altri di chi, costretto ad affermare se stesso ogni giorno, decide di trasformare ciò che poteva sembrare un problema, in un vantaggio. Crescere in una famiglia un po’ speciale, scoprire la propria sessualità, innamorarsi, perdersi per poi ritrovarsi, diventare adulti e, infine, genitori; le tappe più importanti della vita affrontate dal punto di vista di una donna che ama le donne, e che sulla naturalezza delle proprie emozioni, sulla consapevolezza di sé, e la convinzione che l’omosessualità non debba essere considerato un problema, ha costruito tutta la sua battaglia di civiltà”.