(AdnKronos) – Le sigle sindacali “hanno inoltre sostenuto la necessità, per la questione relativa agli eventuali ricollocamenti, di utilizzare il “passaggio diretto” dei dipendenti della ‘azienda’ Lega Nord ad altra azienda o società, così da non dover rinegoziare i contratti di lavoro, ma la risposta degli Avvocati della Pwc è stata negativa, contrariamente a quello che, in via ufficiosa, era stato dichiarato nei giorni scorsi dalla Lega Nord”.
“Altra questione affrontata è stata quella delle professionalità che in un primo momento non andrebbero in Cassa integrazione (10 figure in totale, tra cui tre presìdi territoriali a Udine, Varese e in Liguria). La Lega Nord, ritenendo indispensabili queste figure, non prevederebbe per loro il sistema – per Legge adottato – della rotazione. Dal canto loro, invece, le OO.SS. hanno evidenziato come le funzioni svolte da tali figure lavorative siano da considerare funzioni ‘fungibili’ e dunque, sempre seguendo quanto stabilito dalla normativa in vigore, da sottoporre al sistema della ‘rotazione’ da subito (e non ‘eventualmente tra tre mesi, in attesa del Congresso federale previsto per fine marzo’)”.
Per queste ragioni “e per l’ennesima assenza di un dirigente della Lega Nord (la cui presenza avrebbe certamente aiutato gli Avvocati della Price Waterhouse Coopers a spiegare meglio – ma soprattutto a capire meglio – le dinamiche interne della Lega Nord), la riunione si è conclusa senza alcun accordo”, rimarca la nota. Le organizzazioni sindacali hanno “evidenziato lo scarso impegno della Lega Nord (rappresentata dai legali della Pwc) a farsi carico socialmente dei propri dipendenti/militanti, manifestando comunque la speranza che la stessa Lega Nord e i propri dirigenti si attivino con maggiore slancio e collaborazione in sede ministeriale il prossimo 4 febbraio. Le parti, pertanto, si incontreranno ancora a Roma il prossimo 4 febbraio per l’ultimo Tavolo negoziale di questa trattativa”.