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Lavoro: Camusso, nel nuovo Statuto diritti e tutele ad autonomi

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Milano, 24 apr. (AdnKronos) – “Abbiamo bisogno di ricostruire le tutele, non di togliere diritti, e lo si può fare se si considerano, come noi proponiamo con il nuovo Statuto, i diritti e le tutele in capo alle singole persone che lavorano”, come gli autonomi. Così Susanna Camusso, segretario generale della Cgil, a margine di un incontro a Milano con alcune partite Iva e liberi professionisti dedicato al futuro delle loro categorie professionali.
Il nuovo Statuto, dice la Camusso, è “il corpo dei principi e dei diritti che il libero professionista deve articolare sulla sua esperienza professionale”. Secondo la leader Cgil, a proposito dei lavoratori autonomi oggi bisogna chiedersi se “infortuni, salute e maternità possono andare a carico della fiscalità generale” perché, dice la Camusso, “la salute, la continuità del reddito e un fisco equo e progressivo sono gli aspetti che contraddistinguono la totale assenza di tutele e sono quelli sui quali ricostruire un terreno e un’alleanza comune”.
La sfida del sindacato è “provare a fare un salto in più”, come dare cioè “una risposta in termini di diritti universali” ai lavoratori autonomi che “non sono riconducibili alla contrattazione perché hanno una effettiva funzione di autonomia e pluricommittenza”. Per chi tra gli autonomi, ad esempio, pone il problema anti-infortunistica, sottolinea la Camusso, “devo immaginare la forma universale di riconoscimento della salute”. È necessario per questo “provare a immaginare che intervenga anche la fiscalità generale per riuscire a determinare questa situazione” perché, conclude il segretario Cgil, “se la si parcellizza sulle singole figure non si ha quell’effetto mutualistico”.