Home Nazionale La terra trema ancora in Nepal, testimone: “Abbiamo ballato come sul ponte di una nave” /Audio

La terra trema ancora in Nepal, testimone: “Abbiamo ballato come sul ponte di una nave” /Audio

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Kathmandu, 12 mag. (AdnKronos) – “Ero tornata ieri dalla missione nelle montagne di Rasuwa, e stamattina qui nella capitale avevamo appena abbassato la guardia perché a livello nazionale era stato diffuso il cessato pericolo e l’invito a rientrare nelle case. Invece abbiamo ballato come sul ponte di una nave”, racconta da Kathmandu Erica Beuzer del Gruppo di Volontariato Civile (Gvc).
Tantissima paura, era l’ora di pranzo: tutta la popolazione è uscita in strada con la terra che ondeggiava sotto i piedi. “La prima scossa non è durata molto, ma si è avvertita molto forte”, racconta Erica. “Abbiamo ripreso a mangiare, e dopo qualche minuto, la seconda, fortissima – continua -. Ci siamo avviati in strada, a Lazimpat, una via centrale: tutti camminavamo sulla linea bianca centrale per tenerci il più lontano possibile dai palazzi. Una lunga fila di persone. Serrande dei negozi già abbassate ovunque. Tutti assiepati nei giardini e negli spazi aperti”.
“Le strade normalmente trafficatissime sono quasi deserte, sono le 18 e normalmente pullulerebbero di moto e di macchine – dice ancora Erica -. In questo momento solo pochi negozi di generi alimentari rimangono aperti ancora un po’ per permettere di fare gli ultimi acquisti, tutte le serrande sono abbassate, le persone stanno già disponendo ripari di fortuna per la notte fuori. Kathmandu, come gli altri distretti, si prepara ad un’altra notte insonne”.
“Proprio stamattina – rivela la testimone – su tutte le reti nazionali era stata diffusa l’informazione che ormai il pericolo era scongiurato e che le persone sarebbero potute rientrare in casa. Poi la scossa ci ha fatto ballare come se fossimo su una nave. Una nostra collega era ad un riunione, ed il palazzo da cui ha fatto in tempo ad uscire si è incrinato pesantemente”.
Erica racconta che questa mattina stava visitando una stanza in cui alloggiare: al conoscente che gliela mostrava sono cadute le chiavi di mano e si è appoggiato alla parete, pensando ad una scossa. “Era solo l’ascensore. I nervi sono a pezzi /Audio”, testimonia Erica.
La preoccupazione del Gvc è “che questo terremoto non finisca”. “In queste condizioni non è facile attivarsi né pensare a una ricostruzione – dice Erica -. Oltre ai nervi della popolazione fortemente traumatizzata, c’è una totale distruzione soprattutto in quelle che sono le aree di montagna e dei distretti fuori della capitale che hanno sofferto molto questo terremoto. Altri palazzi già danneggiati o pericolanti sono crollati. Si temono altre scosse, che avrebbero conseguenze disastrose”.