Roma, 22 apr. (Labitalia) – Un nuovo accordo internazionale su merci e capitali, per contrastare le diseguaglianze che caratterizzano lo sviluppo economico italiano e internazionale. E’ questa la proposta di ‘Progetto 30’, gruppo di giovani professionisti italiani, che lancerà domani, giovedì 23 aprile, nel corso di un incontro alla Camera dei deputati.
“I sistemi economici -spiega a Labitalia Stefano Filippini Lera, esperto di Finanza d’impresa e membro di Progetto 30- dovrebbero collaborare piuttosto che competere, lasciando che la concorrenza sia terreno di confronto delle imprese operanti all’interno di un sistema omogeneo”.
“Il capitale, pur privato nella proprietà, svolge nel suo complesso -sostiene- una funzione pubblica, dunque il suo utilizzo va regolato dall’autorità pubblica, al fine di promuovere lo sviluppo della collettività”.
Per ‘Progetto 30’, “un elemento chiave di uno sviluppo equo sta nel mantenere entro limiti contenuti il rendimento del capitale, giacché questo, in un’economia capitalista, è per sua natura più concentrato del lavoro all’interno della collettività e distribuisce il reddito in maniera regressiva”.
In Europa, spiega, “aree economiche disomogenee non dovrebbero registrare un libero scambio di merci e servizi tra loro, bensì frapporre meccanismi correttivi al fine di evitare perduranti squilibri commerciali”. In particolar modo, sottolinea, “barriere tariffarie e quote di importazione dovrebbero essere tali da limitare, entro margini ragionevoli, la dannosa concorrenza sul costo del lavoro e sulla fiscalità”.
“Queste misure sono finalizzate ad eliminare la iperconcorrenza malsana legata al ‘vantaggio comparato’ derivante da fattori dannosi quali: lo sfruttamento dei lavoratori in paesi con un costo del lavoro non paragonabile a quello dei paesi di prima industrializzazione e un regime fiscale di eccessivo favore non sostenibile da parte delle grandi economie”, conclude.