Home Nazionale L.Stabilità: Manageritalia, rischia di alzare tasse a chi le paga

L.Stabilità: Manageritalia, rischia di alzare tasse a chi le paga

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Roma, 28 ott. (Labitalia) – “Anche la legge di Stabilità del Governo Renzi potrebbe perpetuare il gioco delle tre carte che da anni i vari governi fanno, dicendo di abbassare le tasse, ma poi nei fatti facendocele ritrovare complessivamente più alte. Anche qui il rischio, storicamente una certezza, è che si tolga da una parte (la Tasi), per aumentare dall’altra (imposte locali e altro)”. Questo il commento di Guido Carella, presidente Manageritalia, alla manovra di Stabilità in via di approvazione.
“E la beffa doppia di questo trend è -dice Carella- che a pagare lo scotto sono in tutti i sensi quasi solo i soliti noti. Quegli italiani che pagano le tasse e hanno redditi ben noti al fisco: lavoratori dipendenti e pensionati. Quelli nella fascia retributiva medio alta che paiono i più ricchi del Paese, mentre sono solo quelli più poveri di occasioni di evasione e-o ricchi di onestà”.
I dati elaborati da Manageritalia parlano chiaro. La pressione fiscale totale è passata in Italia dal 39,1% sul Pil del 2005 al 43,5% del 2015. Nello stesso periodo le sole addizionali regionali e comunali sono aumentate esponenzialmente. Per un redito di 25mila euro lordi annui la classifica è guidata, tra le grandi città, da Palermo (+130,2%), a seguire Perugia (+119,2%), Napoli (102,3%). Subito sotto il 100% di aumento troviamo al 4° posto Roma (87,1%) e a seguire Bologna (+74,8%), Milano (+69,7%), Genova (+65%), Bari (+55,1%) e Torino (+54,4%).
Se consideriamo invece i cosiddetti ‘ricchi’ l’aumento è più che proporzionale e veramente esponenziale anche nella rabbia di pagare da ricchi senza esserlo e a tutto vantaggio di quelli che lo sono, ma non lo dichiarano. Infatti, per una retribuzione lorda annua di 100mila euro o una pensione lorda annua da 75mila euro abbiamo per le sole imposte comunali aumenti del 350% a Roma, del 166,7% a Torino, del 60% a Napoli, Milano invece l’ha inserita solo dopo il 2005. Le imposte regionali hanno peraltro aumenti allineati o superiori. L’analisi di Manageritalia sull’andamento addizionali comunali e regionali è ben più ampia e sorprendente.
“Insomma -fa notare Carella- la bontà di questa manovra, che nelle sue pieghe qualcosa di buono pare averlo, la scopriremo solo vivendo. Solo così sapremo se si perpetuerà questo aumento delle imposte locali e-o un taglio dei servizi. Quello che sappiamo e del quale siamo certi è che il Governo dovrebbe assicurarci un calo netto delle tasse e non al netto di quanto avviene su base locale”.
“Certo anche gli amministratori locali, sindaci e governatori, devono fare -suggerisce- la loro parte con responsabilità. E noi soliti noti che paghiamo le tasse sappiamo anche che misure quali l’aumento della soglia del contante a 3.000 euro non depongono di certo a favore di una lotta e condanna degli evasori. Comunque monitoreremo la coerenza tra dichiarazioni e fatti e non mancheremo di farci sentire se questa venisse meno”.