Roma, 16 ott. (AdnKronos) – “Se davvero il presidente del Consiglio, Matteo Renzi, si può permettere di fare la voce grossa nei confronti dell’Ue, avrebbe dovuto mettere più coraggio e risorse per capitoli urgenti quali il Sud, le pensioni, la Sanità e il pubblico impiego”. Così il segretario generale dell’Ugl, Francesco Paolo Capone, commenta le parole odierne del premier che ha dichiarato di essere pronto ad andare comunque avanti con la Legge di Stabilità anche di fronte ad un eventuale ‘no’ di Bruxelles.
“Sebbene siano in parte condivisibili le risposte al problema della povertà e la detassazione degli accordi di produttività -sottolinea Capone-, non c’è risposta all’urgenza più grande del Paese che è la crescita e che può nascere soltanto dal Mezzogiorno, al quale però sono state riservate poche, scoordinate e imprecise misure, proprio il contrario di quello che l’Ugl sta insistentemente chiedendo con il ciclo di conferenze SudAct”.
In attesa di ulteriori dettagli sulla manovra e quindi di provvedere agli opportuni approfondimenti, aggiunge Capone, “non possiamo infine ignorare il terribile ‘scherzo’ riservato ai dipendenti del pubblico impiego ovvero le esigue risorse destinate al rinnovo del loro contratto di lavoro. Riteniamo che lo Stato e i tanti problemi da risolvere, come anche quello della povertà ancora in attesa di una legge ad hoc, meritino nel concreto quel coraggio che oggi il premier a parole ha dimostrato di avere nei confronti dei ‘giudici’ di Bruxelles”