Roma, 29 apr. (AdnKronos) – ”Non ho partecipato al voto di fiducia con un peso nel cuore. Ci ho pensato e ripensato. Ho sostenuto e continuerò a sostenere questo governo. Riconosco le qualità e la guida del premier”. Cosi’ la deputata del Pd, Barbara Pollastrini, motiva in una nota la sua non partecipazione al voto di fiducia sulla legge elettorale. ”So che la mia, come quella di altre e altri, è una scelta imperfetta. Tuttavia, sul piatto della bilancia hanno pesato più cose”.
”Il vulnus incomprensibile prodotto in Aula: anche il giorno dopo rimango convinta che ci fossero le condizioni per tagliare il traguardo con un percorso molto meno traumatico. Mi spiace -aggiunge l’esponente di SinistraDem- che si sciupi la possibilità di correggere limiti e storture evidenti, in particolare nella riforma del Senato: le riforme sono un mosaico in cui ogni tassello decide dell’armonia e della coerenza del disegno. Ma l’ho fatto anche perchè credo nel Pd e la lealtà al mio partito vive oggi, anche con questa scelta, nel dire che qualcosa va cambiato. Che ci si creda o meno mi sarebbe stato più semplice acconsentire in nome della disciplina”.
“Confesso che anche la lettera ai circoli e agli iscritti ha spinto a questa condotta. In particolare quel passaggio dove si è invocata la dignità del Pd. Per me dignità è una parola sacra che evoca diritti umani, dialogo e libertà. Usare quel termine contro chi ha avanzato proposte o espresso dubbi e un dissenso è stato troppo. Ognuno ha la sua piccola biografia a cui tiene: cerchiamo di guardarci negli occhi e, comunque la si pensi, proviamo a costruire un futuro insieme, per dare apertura e slancio a una comunità che non appartiene a qualcuno ma è la via per allargare uguaglianza e, appunto,dignità a tanti, a cominciare da chi oggi sta peggio”, conclude Pollastrini.