(AdnKronos) – Stesso auspicio arriva anche da Gianni Cuperlo: “Domani sera ascolterò la relazione del premier e spero ancora di trovare nelle sue parole quella volontà di ascolto che può aiutare tutti a tagliare il traguardo di una buona legge elettorale. L’alternativa non è tra l’Italicum com’è adesso o il ricominciare daccapo. Continuo a credere che alcune modifiche possono migliorare la legge, allargare la maggioranza a suo sostegno, unire tutto il Pd e favorire l’approvazione di quella riforma costituzionale destinata, a sua volta, a essere perfezionata dal Senato”.
Ma se la minoranza dem punta i piedi, Renzi sembra deciso a tirare dritto per la sua strada. L’iter dell’Italicum e delle riforme “non è il Monopoli”, afferma intervenendo al Salone del Mobile di Milano: “non si può ricominciare e tornare a Vicolo Corto”. Anche perché, rimarca il premier, “ora si decide dopo mesi di dibattiti e di discussioni”. Ma il presidente del Consiglio deve fare i conti con le grane interne e non solo.
Il fronte del no vede schierata anche Forza Italia, compatta nella stroncatura della legge elettorale. ”Direttivo unanime di Forza Italia Camera – twitta il capogruppo degli azzurri, Renato Brunetta – no a Italicum blindato, ma premio a coalizione e entrata in vigore dopo riforma costituzionale”. Sul piede di guerra anche Sel e M5S, a lavoro sugli emendamenti per cambiare “una pessima” legge elettorale.