Roma, 14 gen. (AdnKronos) – ”Così com’è l’Italicum non va”. ”Senza la clausola di salvaguardia di certo non lo votiamo”. Da tempo i ‘fittiani’ non nascondono tutte le loro perplessità per la riforma elettorale disegnata dal Nazareno e i maldipancia crescono con il passare delle ore e si intrecciano con la partita del Colle, ormai entrata nel vivo. I malumori sono forti soprattutto a palazzo Madama. Circa una ventina di parlamentari vicini all’ex ministro pugliese (non solo di Fi ma anche di Gal) contestano l’Italicum su alcuni punti, a cominciare dal premio di maggioranza alla alla lista e dalla ”norma salva legislatura”.
La senatrice Cinzia Bonfrisco, raccontano, si è fatta portavoce di questi malumori durante la riunione di stasera del gruppo guidato da Paolo Romani con Silvio Berlusconi, a palazzo Grazioli. Alla riunione si sono aggiunti anche i senatori di Gal, compresi i popolari Mario Mauro, Tito Di Maggio e Alberta D’Onghia. In queste ore è circolata anche l’indiscrezione che i frondisti avessero preparato un documento ad hoc per mettere nero su bianco ”tutto quello che non va”, ma si tratta solo di una voce, che viene smentita dall’entourage dell’ex governatore.
I nervi, dunque, restano tesi. E il Cav vorrebbe mettere la sordina a ogni fibrillazione, perchè ha bisogno di un partito compatto per affrontare con serenità le votazioni per il dopo-Napolitano. Tant’è che in queste ore dalle parti di via del Plebiscito si è diffusa la notizia di un possibile contatto o incontro chiarificatore domani tra l’ex premier e Fitto. Le critiche dei ‘frondisti azzurri’, comunque, nei confronti della linea filorenziana del partito e della gestione organizzativa non porteranno mai a ‘fuoriuscite’, come ventila via twitter il deputato Pd, Roberto Giachetti. ”Condurremo le nostre battaglie sempre dentro Forza Italia, nessuno tradirà”, assicurano i ‘fittiani’.