Venezia, 28 mar. (Adnkronos) –
“Anche a regime, nel caso gli incentivi per la decontribuzione non fossero rinnovati, noi vogliamo che il contratto a tempo indeterminato continui a costare meno delle altre tipologie contrattuali”. E’ il ministro del Lavoro, Giuliano Poletti a rassicurare così i sindacati, sul futuro del provvedimento e di quei lavoratori oggi assunti con il contratto a tutele crescenti. “Ammettiamo che tra 3 anni finisca il vantaggio legato all’incentivo. C’è chi dice che il lavoratore sarà licenziato ma non sarà così perchè se l’hanno assunto vuole dire che all’impresa serviva e visto che l’ha formato professionalmente e che il contratto a tempo indeterminato costerà di più e i co.co.pro non esistono già più…”,invita a ragionare Poletti, non resta che il contratto a tempo indeterminato. E’ questo, d’altra parte, il cambiamento culturale che persegue il governo, quel cambiamento radicale per cui “il contratto a tempo indeterminato diventa il modo normale di assumere, una cosa che in Italia non c’era da anni e che noi vogliamo far diventare norma”. Intanto, in attesa dei decreti attuativi che ancora devono arrivare in Consiglio dei Ministri, il ministro conferma la tabella di marcia prevista: i decreti entro giugno per far marciare a regime, entro luglio, l’intero pacchetto del Jobs Act.