Roma, 8 ott. (AdnKronos) – “E’ giusto che eventuali decisioni su operazioni militari attraverso l’aviazione da fare in Iraq devono essere prese dal Parlamento previo un esame assai attento e poi una scelta fatti dal governo. Nella discussione avvenuta al Senato oltre a queste giuste osservazioni di metodo, alcune forze politiche hanno assunto un atteggiamento pregiudizialmente negativo, condannando genericamente ogni azione militare. Allora bisogna intendersi. Se infatti sul terreno dell’analisi tutte le forze politiche condividono che Daesh è un salto di qualità sul terreno del terrorismo e che esso va sconfitto e smantellato per la duplice minaccia che esso costituisce sia per le popolazioni musulmane sia per le nazioni europee e per gli Usa allora, con tutta la prudenza necessaria e con le dovute intese internazionali, non si può escludere a priori un intervento militare dei nostri cacciabombardieri in Iraq su richiesta del governo iracheno”. Lo afferma Fabrizio Cicchitto, di Area popolare, presidente della commissione Esteri della Camera.
“Diverso discorso -prosegue- riguarda la Siria dove la situazione è assai confusa a causa degli errori commessi dagli Usa negli anni passati, quando essi non sono intervenuti tempestivamente a favore della rivoluzione siriana originaria, determinando così un vuoto politico che per un verso è stato riempito dai terroristi e per l’altro verso dall’Iran e dalla Russia a favore di Assad”.
“In Siria i principali problemi derivano proprio dalla Russia il cui intervento allo stato è fondamentalmente determinato dal sostegno ad Assad, arrivando a bombardare le postazioni di tutti i ribelli siriani, anche quelli non appartenenti a Daesh. Ma tutto ciò deriva dalla politica imperiale condotta da Putin che in questi anni ha caratterizzato la linea dello Stato russo prima in Georgia, poi in Crimea e in Ucraina. Se non si tiene conto di ciò sulla Russia -conclude Cicchitto- si possono fare gravi errori di valutazione”.