Roma, 22 set. (AdnKronos) – “Non è la prima volta che l’Aula della Camera mette mano alla disciplina della pubblicazione delle intercettazioni telefoniche: in precedenza, il 17 aprile 2007 si approvò il ddl Mastella, l’11 giugno 2009 il ddl Alfano, ma in entrambi i casi gli iter non si completarono e nessun testo divenne legge. Oggi siamo fiduciosi e convinti che sia la volta buona: la maggioranza ha approvato un testo equilibrato, che bilancia il diritto di cronaca con quello alla riservatezza”. Lo afferma il viceministro alla Giustizia Enrico Costa, esponente del Nuovo centrodestra.
“È evidente -aggiunge l’esponente dell’esecutivo- che un cattivo uso delle intercettazioni, attraverso un’indiscriminata pubblicazione in relazione a persone o fatti estranei all’indagine, mini la credibilità complessiva dello strumento stesso, lo svilisca, lo esponga a strumentali contestazioni e, di conseguenza, lo indebolisca. È, infatti, fisiologico che nelle conversazioni intercettate vengano coinvolti soggetti non indagati o addirittura del tutto estranei alle indagini: quali garanzie l’ordinamento appresta al cittadino che vede un suo dialogo, privato e senza rilevanza per l’indagine, accidentalmente intercettato? Il Parlamento ha dato oggi una risposta chiara e puntuale”.