Roma, 19 giu. (Labitalia) – “Dal 2010 l’Inail ha messo a disposizione un miliardo di euro per finanziare le piccole e medie imprese nella realizzazione di interventi in materia di prevenzione, attraverso cinque bandi Isi (Incentivi di sostegno alle imprese)”. Lo ha detto a Labitalia Ester Rotoli, direttore centrale Prevenzione dell’Inail, oggi in occasione seminario internazionale organizzato dall’Istituto, con il patrocinio dell’Issa, International social security association.
“Attraverso un intervento di finanziamento alle imprese -ha spiegato- l’Inail promuove la salute e la sicurezza. Abbiamo cominciato nel 2010 con 60 milioni di euro a fondo perduto, per coprire il 50% dell’intervento dell’impresa, per arrivare nel 2014 a oltre 267 milioni di euro a copertura del 65%”.
“Favoriamo -ha ricordato Ester Rotoli- politiche di prevenzione attraverso questi finanziamenti che vanno a intervenire sugli impianti, sulle attività, sulle attrezzature e sui processi produttivi”.
“Finanziamo anche -ha aggiunto- i sistemi i modelli di organizzazione e gestione, ovvero sistemi di salute e sicurezza, che hanno importi economici sì molto più bassi, ma che incidono sull’assetto organizzativo dell’azienda. Quindi su come si fa prevenzione e su come si attuano procedure e processi produttivi funzionali, ancora più del macchinario, a evitare gli incidenti”.
“Abbiamo avuto una grande partecipazione -ha ammesso Ester Rotoli- in questi cinque anni: sui bandi 2011-2013 abbiamo avuto mediamente una partecipazione superiore a 20mila aziende e un numero di progetti ammessi pari, sempre in media, a 4.000”.
“Ora -ha sottolineato- siamo nel pieno bando Isi 2014: il 25 giugno c’è il click day, ovvero la finestra per le aziende per partecipare al bando. Abbiamo già più di 24mila aziende che hanno prenotato il codice identificativo e il 25 stesso potremo dare l’evidenza di quante sono passate. La grande domanda da parte del mondo imprenditoriale dimostra che si vuole investire in sicurezza e che passa il messaggio che ‘investire in sicurezza conviene’, perché restituisce sicurezza al lavoratore e competitività all’azienda e, quindi, capacità di aumentare la produzione”.