(AdnKronos) – Il crollo degli investimenti nel 2007-13 (-31,6%) è legato alle cause e conseguenze della profonda crisi economica: credit crunch, peggioramento delle prospettive di domanda, erosione della redditività. Non, quindi, evidenzia il Csc, a minore spirito imprenditoriale. Inoltre, uno sguardo più approfondito alle statistiche sull’innovazione delle imprese suggerisce maggior cautela nell’interpretare i bassi livelli di spesa in R&S dell’Italia (pari all’1% del fatturato manifatturiero, contro il 3,2% della Germania e il 2,8% della Francia).
Questi sono, infatti, in parte sottostimati rispetto al dato reale, per la loro mancata contabilizzazione e sono penalizzati dalla inconsistenza, per troppi anni, della politica industriale. La capacità di innovare delle aziende manifatturiere italiane è, invece, molto alta: nel 2012 il 46% di esse ha innovato prodotti o processi, rispetto al 63% di quelle tedesche, il 43% delle francesi e il 39% delle britanniche. Per far leva su queste elevate propensioni e capacità occorrono, sottolinea il Csc, politiche adeguate di sostegno agli investimenti e alla Ricerca & Sviluppo, analoghe a quelle adottate negli altri maggiori paesi avanzati.