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In mostra al Macro i primi vent’anni dell’arte di Patella

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Roma, 21 gen. (AdnKronos) – Nel 1968 la storica galleria romana di Fabio Sargentini, L’Attico, ospitò la prima personale di Luca Maria Patella, uno dei maggiori protagonisti delle arti visive in Italia degli ultimi cinquant’anni, allora agli esordi, con il titolo ‘Ambienti proiettivi animati’. Un titolo che viene ripreso oggi dall’allestimento sui primi vent’anni di attività dell’artista che sarà visitabile al Macro – Museo d’Arte Contemporanea Roma dal 30 gennaio al 26 aprile prossimi. Nella mostra (‘Ambienti proiettivi animati, 1964-1984’), curata da Benedetta Carpi De Resmini e Stefano Chiodi, viene proposta una selezione di alcune tra le opere più significative dei primi due decenni, offrendo la possibilità di rileggere criticamente gli esordi del percorso dell’artista.
In anticipo sulle tendenze che sarebbero emerse solo nei decenni successivi, Patella è stato nella prima metà degli anni Sessanta uno dei pionieri in Europa dell’uso artistico di fotografia e film, sovente posti in relazione con lo spazio naturale e l’architettura. Le sue sperimentazioni non solo sondano le nuove possibilità espressive di questi media ma ne esaltano le qualità concettuali e i potenziali allegorici, con la consapevolezza di avere a disposizione linguaggi da articolare e reinventare. La mostra, realizzata in collaborazione della Fondazione Morra di Napoli, si snoda attraverso una serie di ‘ambienti’ disposti in un percorso che mette in luce i peculiari procedimenti creativi della produzione degli anni Sessanta e Settanta dell’artista. Le installazioni, le azioni performative, le tele fotografiche, i film e i libri concorrono a delineare l’immagine di un artista ‘totale’, creando inediti punti di vista da cui osservare i mutamenti del mondo circostante e le trasformazioni dei codici linguistici, in un periodo cruciale delle pratiche artistiche degli ultimi decenni.
Per la prima volta dal 1971 vengono presentati al pubblico gli ‘Alberi parlanti’, elementi multisensoriali che formano un ambiente sonoro interattivo, simbolo, con il suo duplice valore, onirico e poetico da un lato, scientifico e filosofico dall’altro, del doppio orientamento del lavoro di Patella, culminato nella felice integrazione delle due polarità estetiche. Le tele fotografiche presentate in mostra dialogano con il cortometraggio ‘Terra Animata’, girato da Patella in 16mm nel 1967 (film che la critica ha accostato alle primissime esperienze concettuali e alla land art), la serie originale di oltre trecento diapositive che fanno da sfondo all’azione comportamentale ‘Camminare’ dialoga con l’installazione ‘Voulez-vous une Aubelière?’ in uno spazio dal forte impatto sinestetico. Concludono il percorso della mostra due importanti installazioni che compendiano le polarità complementari del lavoro di Patella: ‘Id e Azione’, del 1974, e ‘Mysterium Coniunctionis’, del 1983-84.
Parte integrante della mostra è il programma di proiezioni di film realizzati negli anni Sessanta, presentato in Sala Cinema. Le pellicole, recentemente restaurate dalla Cineteca Nazionale di Roma, dimostrano un uso sperimentale e proto-concettuale del medium cinematografico. La rassegna è realizzata in collaborazione con il Centro Sperimentale di Cinematografia – Cineteca Nazionale. Il Macro pubblicherà in occasione della mostra un catalogo nel quale una serie di testi critici, accompagnati da una ricca documentazione iconografica, compongono il primo studio sistematico sulla prima parte della carriera dell’artista.