(AdnKronos) – “Per le nostre piccole medie imprese è solo questione di coraggio. L’imprenditore italiano ha bisogno di essere accompagnato mano nella mano in un nuovo Paese e a Sharjah ci sono realtà che possono agevolare l’export e la transizione verso nuovi mercati”, osserva sempre Di Pietro. Nel parterre di imprenditori venuti a scoprire il Paese arabo allo ‘Sharjah day’ prevalgono interesse e curiosità.
“Siamo venuti qua per capire se ci sono opportunità, vorremmo espanderci nei mercati emergenti”, spiega Fabio Boni, titolare della bergamasca Domus Chemicals Spa. Lo stesso obiettivo è condiviso da Franco Bonacina, della Cfb, che produce indumenti ospedalieri e abbigliamento professionale. “Per ora esportiamo solo in Unione europea, vediamo se si può crescere oltre i confini dell’Ue: noi non abbiamo ancora sentito gli effetti della ripresa economica”, ammette.
Chi invece con l’emirato emergente ha già trovato opportunità di partnership sono Beatrice Oleari e Barbara Oteri di Fare, un’associazione che crea collegamenti e opportunità di scambio tra artisti e curatori. Da circa un anno, a Sharjah, l’associazione lavora con il Maraya Art Center. “Entro fine anno realizzeremo il primo scambio con loro: un artista italiano andrà a Sharjah e un artista del Paese arabo arriverà in Italia”.