Bruxelles, 11 mag. – (AdnKronos) – Nonostante i miglioramenti apportati nel 2014, il Regolamento di Dublino sul diritto d’asilo nella Ue “non funziona come dovrebbe”. Lo scorso anno cinque Stati membri si sono occupati del 72% di tutte le richieste d’asilo della Ue e le regole previste non sono applicate come dovrebbero. E’ quanto si sottolinea nella bozza dell’agenda Ue sull’immigrazione, che sarà discussa e approvata mercoledì prossimo dalla Commissione europea. In questo senso l’Unione “può fornire ulteriore assistenza, ma le regole devono essere applicate in pieno”.
Per applicare il Regolamento di Dublino, gli Stati “devono stanziare le risorse necessarie per aumentare il numero di trasferimenti e ridurre i ritardi” nell’esame delle richiese. Per questo l’Easo, l’agenzia europea di sostegno per l’asilo, “sosterrà gli Stati membri a stabilire una rete dedicata” di ‘unità nazionali di Dublino’. Ma da parte loro gli Stati membri devono applicare le regole, ad esempio prendendo le impronte digitali dei migranti alle frontiere. E quelli sotto particolare pressione “potranno beneficiare del sistema di ‘hotspot’ per il sostegno operativo a terra”. Sempre entro maggio la Commissione presenterà le linee guida per facilitare la raccolta delle impronte digitali e valuterà l’impiego di ‘identificatori biometrici’, come l’utilizzo di tecniche di riconoscimento facciale tramite foto digitali.